HP / CLP / ADR – Tabella rifiuti

Le indicazione di pericolo HP, il regolamento CLP, la normativa ADR

Il raccordo tra le indicazioni di pericolo HP, il regolamento CLP, la normativa ADR ha reso il panorama legislativo uniforme e completo. Tutti gli stati europei hanno l’obbligo di adeguarsi.

L’Unione Europea ha adottato i seguenti provvedimenti:

  • Regolamento n. 1357/2014 che sostituisce l′allegato III alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive.
  • Decisione 2014/955/UE che modifica la decisione 2000/532/CE relativa all′elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

IL REGOLAMENTO CLP

Il raccordo tra le indicazioni di pericolo HP, il regolamento CLP,  la normativa ADR ha portato il legislatore comunitario ad adottare i suindicati atti normativi.

Ambedue i provvedimenti sono stati adottati al fine di adeguare le terminologie utilizzate e le definizioni delle caratteristiche di pericolo.  In particolare, l’adeguamento al Regolamento (CE) n. 1272/2008 del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele (cd. Regolamento CLP).

Dal 01 giugno 2015

 

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Adeguamento al regolamento CLP CE 1272/2008

Il regolamento CLP recepisce il GHS, con lo scopo di stabilire una base comune e coerente per il pericolo chimico.

Il GHS (globally harmonized system of classification and labelling of chemical) è un sistema di identificazione e comunicazione del pericolo chimico, valido a livello globale tra tutti gli Stati.

 

A titolo esemplificativo, nella tabella a) mettiamo in confronto un rifiuto con il suo codice CER identificativo e, se pericoloso, il corrispondente codice HP.

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COME ATTRIBUIRE LA PERICOLOSITA’ AD UN RIFIUTO

Il raccordo tra le indicazioni di pericolo HP, il regolamento CLP,  la normativa ADR ha portato il legislatore italiano a stabilire che, a partire dal 01 giugno 2015, ci sono tre modi per attribuire una “indicazione di pericolo” HP ad una sostanza ed il relativo pittogramma HP.

  • Comparare la concentrazione di una certa sostanza avente una indicazione di pericolo con il limite stabilito.
  • Eseguire una sperimentazione con un metodo di prova riconosciuto per dimostrare se una particolare caratteristica di pericolosità è presente.
  • Eseguire un calcolo teorico in alcuni casi particolari. Si riafferma il concetto che la valutazione della pericolosità del rifiuto può essere effettuata oltre che con il metodo di confronto delle concentrazioni con i limiti, anche con metodi di prova, purché questi siano riconosciuti.

laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto è stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell’allegato III della direttiva 2008/98/CE, prevalgono i risultati della prova.”

Ciò conferma la «prevalenza dei test» e la sua importanza.

La seguente tabella b) raffronta una sostanza definita rifiuto con un suo codice CER, con una sua caratteristica di pericolo  HP e con la corrispondente normativa ADR.

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RACCORDO TRA LA NORMATIVA ADR E LA NORMATIVA SUI RIFIUTI

Alcuni particolari tipi di rifiuti assumono i connotati di merci pericolose ai fini del trasporto.

I rifiuti soggetti ad ADR 2017 rientrano nell’elenco delle classi ADR.

Il trasporto su strada delle merci pericolose è regolamentato dall’ACCORDO ADR. ADR sta per accordo europeo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose su strada.

Esso è stato sottoscritto per la prima volta dagli Stati che vi hanno aderito nel settembre del 1957. Ha subito costanti aggiornamenti associati al progresso tecnologico.

 Consideriamo un rifiuto derivante dal lavaggio delle linee di alimentazione di un serbatoio di uno stabilimento petrolchimico.

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Il rifiuto speciale pericoloso in oggetto, ai fini delle disposizioni ADR, contiene anilina. E’ identificata dall’ONU 1547, classe di pericolo 6.1, gruppo di imballaggio II.

Anche se è necessario evidenziare che:

  • Non esiste di fatto una correlazione diretta tra la normativa ADR e la normativa sui rifiuti (d.lgs. 152/2006 s.m.i.).
  • Nel t.u.a. non ci sono indicazioni su come ricondurre i rifiuti pericolosi alla codifica di merci pericolose ai sensi dell’ADR.
  • Non è sufficiente che un rifiuto sia pericoloso per poter essere assoggettato alla normativa ADR.
  • Allo stesso modo un rifiuto non pericoloso potrebbe essere considerato merce pericolosa e assoggettato alla normativa ADR.

E’ necessario ai fini del trasporto che i rifiuti vengano ulteriormente classificati, a cura del produttore di rifiuti, secondo la normativa ADR. Occorre vedere se contengono materie pericolose in quantità tali da determinare una o più caratteristiche di pericolo riconducibili alle classi ADR.

 

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Marcella Spagnolo
Socio-Fondatore We-Learn - We-Learn
Avvocato e Dott. di Ricerca in gestione dell’ambiente e del territorio, da quindici anni mi occupo di formazione presso Università ed Enti, pubblici e privati con particolare attenzione allo sviluppo di figure professionali emergenti.
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